c Rinnovo concessioni, Salvemini non cambia idea. Cinque gli stabilimenti che aderiscono alla proroga triennale
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Non un passo indietro da parte del sindaco Carlo Salvemini, che non cambia idea sul rinnovo delle concessioni balneari ribadendo con fermezza la sua intenzione di continuare a opporsi all’applicazione della legge 145/2018.

Come dichiarato nel comunicato stampa in cui fa riferimento alla recente e clamorosa sentenza del Tar che ha giudicato illegittimo il provvedimento del Comune di Castrignano del Capo, confermando quindi la validità dell’estensione delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2033, il primo cittadino di Lecce ha difeso la propria posizione definendo la sua proposta una «exit strategy che dia certezze immediate ai balneari e garantisca una corretta gestione del demanio al Comune: quella appunto della proroga tecnica per superare l’evidente questione che inevitabilmente insorge sotto vari profili, non ultimo quello edilizio-paesaggistico, di un utilizzo del bene demaniale senza titolo concessorio (certamente in scadenza al 31 dicembre 2020)». E per quanto riguarda più nello specifico la sentenza del Tar, il sindaco precisa che «è sempre soggetta a impugnazione e quindi suscettibile di revisione da parte del Consiglio di Stato, autorità giudiziaria che in senso opposto si è già espressa sulla doverosità della disapplicazione della normativa nazionale in contrasto con quella comunitaria e alle pronunce della quale – in quanto definitive – occorre riferirsi per dare certezza ed efficacia alla gestione della cosa pubblica.».

La risposta Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confindustria, non si è fatta attendere: «Il sindaco di Lecce ha fatto una sortita a mio parere vergognosa. Mi domando per quale motivo un’amministrazione comunale, anziché tutelare gli interessi e le capacità degli imprenditori che hanno contribuito alla crescita dell’economia e del turismo, voglia rovinare un intero settore distruggendo decine di aziende. Non vorrei che dietro questo comportamento ci fossero altri fini». «Un sindaco non ha il potere di decidere se applicare o meno una legge dello Stato – conclude Licordari – e trovo assurdo che Salvemini invochi un intervento del legislatore per risolvere i problemi del settore. L’intervento c’è già stato con la legge 145/2018, che ha disposto il prolungamento delle concessioni balneari fino al 2033, e il Comune di Lecce è tenuto ad applicarlo. Mi chiedo cosa aspetti a farlo, dopo che persino il Tar della sua stessa città ha ribadito che un’amministrazione comunale non può disapplicare la norma».

Non tutti i balneari però mantengono la linea dura: se la maggior parte dei titolari non rinuncia al termine fissato al 2033, in cinque hanno invece deciso di accettare la proposta di proroga tecnica triennale dell’amministrazione comunale. Una scelta che, secondo Rita Miglietta, assessora alle Politiche Urbanistiche e alle Marine, «conferma la razionalità e la ragionevolezza della proposta comunale e segna l’inizio di un percorso diverso dal passato, nel quale amministrazione comunale e concessionari condividono la consapevolezza del periodo transitorio e difficile che stiamo attraversando cooperando per individuare una soluzione in grado di tutelare interesse pubblico ed interesse privato». Per i restanti 15 imprenditori inizia invece un percorso che si prospetta in salita: basti pensare al recente avviso di messa in mora inviato dall’Unione Europea all’Italia, accusata di boicottare la libera concorrenza tra operatori.

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