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Abbiamo appena trascorso le prime giornate in riva al mare e, di fronte a un’utenza ancora contenuta, non si sono riscontrate grandi difficoltà di gestione. Ma cosa accadrà quando le spiagge saranno affollate?

La ripresa delle attività balneari, secondo gli esperti, non è certo priva di criticità e nei prossimi mesi ci aspettiamo spostamenti massivi di persone anche da una regione all’altra, in un clima di libertà che rischia di far perdere di vista la necessità di mantenere ancora alta l’attenzione adottando le precauzioni necessarie. L’Iss ha perciò fornito indicazioni tecniche, igieniche e comportamentali, da adottare a completamento della normativa vigente, attraverso il Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2 messo a punto in collaborazione con Ministero della salute, Inail, Arpa e Conferenza Stato-Regioni. Lo scopo è quello di fare chiarezza in fatto di accessibilità, prenotazioni, registri delle presenze e divieti dando gli strumenti per garantire la sicurezza delle nostre spiagge anche quando la tanto attesa (e temuta) alta stagione sarà arrivata.

Soprattutto arriva dall’Iss una precisazione importante: non esistono evidenze in merito al rischio di contagio attraverso l’acqua del mare. Ciò nonostante, si raccomandano il mantenimento della distanza di sicurezza anche mentre si fa il bagno e i controlli ambientali sulla presenza virale in acqua come sul sul funzionamento di eventuali depuratori. Ai titolari degli stabilimenti, si raccomanda di «evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura», di «dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani» e di far accedere gli ospiti in spiaggia solo su prenotazione, conservando l’elenco delle presenze per almeno 14 giorni. Vietate feste, happy hour, buffet, degustazioni, animazione, eventi musicali e tutte le forme di aggregazione che possono dar vita a pericolosi assembramenti. Divieto di accesso inoltre per le persone con temperatura superiore a 37,5 gradi.

Una novità riguarda l’approccio ai processi di disinfezione e sanificazione, che possono provocare effetti indesiderati se attuati in modo intensivo: si consiglia perciò non esagerare in questa pratica. Nel documento si precisa infine che il distanziamento resta il comportamento più importante da mantenere per tutta l’estate, in qualsiasi contesto, e «si enfatizza la necessità di comunicare che la fruizione delle spiagge sarà soggetta a restrizioni rilevanti e risulterà notevolmente diversa dagli scorsi anni, in quanto la possibilità di contenere la circolazione del virus è fondamentalmente legata ai comportamenti individuali – soprattutto il distanziamento. Quest’ultima necessità può comportare in molti casi modalità di fruizione degli ambienti diverse rispetto alle consuete modalità, come il contingentamento degli accessi su prenotazione e l’adeguamento alle rigorose regole comportamentali previste, tra cui la vigilanza sui bambini».

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