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L’emergenza Coronavirus travolge anche il settore balneare. Sarebbero migliaia infatti le prenotazioni disdette negli ultimi giorni presso le strutture balneari: un danno decisamente non da poco per imprenditori e gestori del settore.

Il Sib – Confcommercio ha deciso dunque di far sentire la propria voce attraverso una lettera firmata dal presidente Antonio Capacchione e indirizzata al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro del turismo Dario Franceschini e alla sottosegretaria al turismo Lorenza Bonaccorsi in cui si evidenzia il rammarico dovuto al mancato coinvolgimento della balneazione attrezzata italiana e delle sue rappresentanze nel dibattito sui provvedimenti da adottare per far fronte alla crisi determinata dal dilagante Covid-19 e in cui si chiede espressamente l’attuazione di misure straordinarie volte a compensare le perdite economiche subite dalle imprese balneari a causa dell’epidemia in corso.

Ma la preoccupazione non riguarda solo l’emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus e le sue conseguenze economiche. Prima ancora di queste, sarebbero la burocrazia e l’eterno problema della direttiva Bolkestein a tenere sulle spine l’intero settore: Capacchione non si lascia sfuggire l’occasione per ricordare la «grande preoccupazione dei balneari italiani che rischiano di perdere le aziende e il lavoro a causa della direttiva Bolkestein» e ribadisce «l’urgenza di un atto chiarificatore del governo che elimini ogni incertezza interpretativa per l’applicazione, da parte degli enti concedenti (Comuni e Autorità di sistema portuali), dell’art. 1 comma 682 e seguenti della legge 145/2018 che ha disposto il rinvio di quindici anni della scadenza delle concessioni demaniali marittimi a uso turistico ricreativo».

«Il segmento “mare” rappresenta circa un terzo dei 430 milioni di presenze turistiche che annualmente scelgono il nostro paese per la quantità e qualità dei servizi assicurati dalle 30.000 imprese balneari quasi tutte a conduzione familiare», argomenta Capacchione. «Il settore si aspetta, pertanto, che fra le richieste che il governo si appresta a presentare alle istituzioni europee sia compresa anche quella di sottrarre il settore dall’applicazione della direttiva Bolkestein, a tutela delle imprese turistico ricreative esistenti e a difesa della balneazione».

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