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Proprietari e gestori di stabilimenti balneari rimarranno ancora una volta delusi perché non c’è disposizione regionale che tenga, gli stabilimenti balneari in inverno devono essere smontati. È il Consiglio di Stato a stabilirlo attraverso una sentenza destinata a creare scompiglio e a far discutere soprattutto in Puglia, dove la questione dello smontaggio è sempre all’ordine del giorno e numerosi sono i lidi sottoposti ad ordinanze di sequestro se non oggetto di veri e propri contenziosi legali.

Evitare lo smontaggio delle strutture balneari si può, ma a dare l’eventuale via libera può essere solo la Soprintendenza mentre si nega alle Regioni il potere di acconsentire al mantenimento delle stesse con leggi proprie, anche quando “precarie” e “amovibili”. Il Consiglio di Stato lo ha precisato respingendo il ricorso del gestore di un lido di Monopoli al quale lo smontaggio è stato imposto nonostante egli ritenesse di poter vedere applicata la legge regionale 17/2016, ovvero quella che consentirebbe, appunto, di mantenere i lidi in piedi tutto l’anno. Abbastanza simile un caso ancor più recente riguardante il “Capolinea” di Siponto a Manfredonia.

Niente di nuovo in realtà: già nel 2008 la Corte costituzionale aveva cassato una legge pugliese dal contenuto analogo, sempre perché la decisione finale sul mantenimento delle strutture balneari non rientra tra le competenze delle singole le regioni, ma tra quelle del ministero dei Beni culturali, e dunque delle Soprintendenze, uniche autorità a potersi pronunciare in casi eccezionali in favore del mantenimento di una struttura. L’obbligo di smontaggio stagionale delle strutture deve dunque rappresentare a tutti gli effetti la regola, andando così a tutelare il pubblico interesse e garantendo la pubblica fruizione del paesaggio insieme alla piena visuale del fronte del mare.

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