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Quando si tratta di eleggere Il mare più bello, la Puglia non delude mai: lo conferma la Guida Blu, con la quale Legambiente e Touring Club dal 1999 premiano le migliori località balneari basandosi sulle informazioni relative alla qualità dei servizi ricettivi e al valore ambientale e del territorio riscontrati. 

Quest’anno il podio è meritatamente occupato da Cilento, Maremma e Baronia, ma numerosi sono i comprensori pugliesi che si sono aggiudicati da una a cinque Vele Blu, indicatori in base ai quali si stila la classifica e determinati da una serie di criteri turistici e ambientali che comprendono, per citarne solo alcuni, la qualità delle acque di balneazione, l’efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, l’efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali, l’accessibilità, la biodiversità e la sostenibilità.

Stando a quanto rilevato nell’ultimo anno, le località più belle in riva al mare sarebbero quelle affacciate sul Tirreno: ben sette i comprensori turistici bagnati da quelle acque che hanno conquistato i migliori punteggi. Ad aprire la classifica è infatti il Cilento Antico con Pollica (Salerno), seguito da Castiglione della Pescaia (Grosseto), Baronia di Posada e il Parco di Tepilora (Nuoro).

Nell’Alto Salento Jonico le 5 Vele sventolano a Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale (LE) e, sul versante adriatico, nei comprensori di Melendugno, Otranto e Vernole oltre che nel Parco degli Ulivi (Polignano a Mare, Ostuni, Monopoli, Fasano, Carovigno). Dodici in totale i comprensori pugliesi che rientrano nella guida aggiudicandosi 4 Vele: Castro, Andrano, Diso, Tricase, Santa Cesarea Terme, Mattinata, Vieste, Monte Sant’Angelo, Manduria, Maruggio, Pulsano e le Isole Tremiti. 3 Vele per Salve e Ugento nel Basso Salento Ionico, Patù, Castignano del Capo e Gagliano del Capo nella zona di Leuca, Chieuti, Vico del Gargano, Lesina, Peschici, Sannicandro Garganico, Ischitella e Rodi Garganico nel Gargano Nord e Ginosa e Castellaneta nel Golfo di Taranto. Infine, 1 e 2 Vele per Margherita di Savoia, Giovinazzo, Trani e Bisceglie.

Novità di quest’anno è stata l’introduzione del nuovo simbolo plastic free, usato per contrassegnare le località che hanno attuato misure volte alla riduzione delle plastiche monouso sul proprio territorio: per la Puglia Otranto (LE) e le Isole Tremiti (FG).

«Anche quest’anno raccontiamo quanto di buono fanno le amministrazioni locali costiere lungo la nostra penisola», ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile mare e turismo di Legambiente, in occasione della premiazione. «Il mondo del mare, infatti, si trova a dover dare risposte all’altezza delle sfide imposte dalla crisi ambientale planetaria e ha messo su un bel ventaglio di proposte e iniziative: enti locali, imprenditori privati, associazioni e regioni si sono impegnati a proporre soluzioni avanzate per una vacanza amica dell’ambiente. Tante pratiche concrete sulle quali, ne siamo più che mai convinti, cominciare a cambiare le sorti del pianeta». Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano, aggiunge: «La guida, frutto della storica collaborazione tra Touring Club Italiano e Legambiente, è un periplo lungo i 7500 chilometri di coste italiane che stimola la nostra voglia di viaggio e vacanze, ma è anche, anzi soprattutto, un vaglio rigoroso dello stato di salute dei nostri mari. La rigorosa selezione proposta dalla guida rappresenta bene la nostra missione: valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico culturale e le economie produttive dei territori. Ne risulta non una classifica, ma una mappatura geografica che fotografa le straordinarie ricchezze dei nostri mari e dei nostri laghi e segnala le buone pratiche ambientali, amministrative, turistiche che contribuiscono a conservarle e a farle conoscere. Un contributo all’anima attiva e green che sempre più spazio sta conquistando nella nostra società. Il tema delle coste ripropone una grande opportunità di sviluppo turistico, laddove si può trovare un rapporto virtuoso tra coste ed entroterra, perché è la condizione ideale per uno sviluppo sostenibile dell’intero territorio e per una pratica turistica che sia esperienziale, personale e sostenibile».

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