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Tutta colpa del riscaldamento globale: quella che stiamo attraversando è senza dubbio una primavera anomala, la peggiore degli ultimi anni, caratterizzata un po’ ovunque da maltempo. Piogge, grandinate, temporali e mareggiate hanno provocato durante il mese di maggio danni ingenti a molte imprese e strutture balneari, mettendo gravemente a rischio la stagione estiva.

Il Sindacato Italiano Balneari – Confcommercio ha per questo rivolto un appello a Sergio Costa e Gian Marco Centinaio, rispettivamente Ministri dell’Ambiente e del Turismo, chiedendo loro l’attuazione di misure straordinarie di sostegno. Secondo il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, i recenti eventi meteorologici, responsabili di un evidente ritardo nell’inizio della stagione balneare, avrebbero soprattutto aggravato un fenomeno in atto già da tempo sulle nostre cose: quello erosivo, le cui conseguenze sono state devastanti per tutte le regioni costiere.

È dunque necessario, per Capacchione, un incontro con i Ministri finalizzato alla discussione della drammatica situazione venutasi a creare lungo le coste italiane e alla sua risoluzione mediante interventi amministrativi e normativi non più dilazionabili. È vero: gli interventi di contrasto al fenomeno erosivo da parte delle regioni sono stati messi in atto, ma questi si sono rivelati in gran parte inefficaci, perché tardivi e disorganici. In considerazione dell’entità dei fenomeni erosivi che attanagliano le coste del paese, si rende attualmente necessario che siano emanate, da parte del Ministero dell’Ambiente, quelle “Direttive generali e i criteri per la programmazione, pianificazione e gestione degli interventi di difesa delle coste”, previste già dal 1998. Al ministro del Turismo Centinaio si chiede invece di «estendere alle aziende balneari le provvidenze stabilite per l’agricoltura nel caso di condizioni atmosferiche che provocano danni e riduzioni della capacità produttiva».

Quello che va delineandosi è un panorama desolante, nel quale la riduzione delle spiagge incide pesantemente nella contrazione delle capacità produttive di molte aziende balneari, vanificando gli sforzi economici e gli investimenti degli operatori, e va perciò contrastata con interventi che siano finalmente risolutivi.I danni economici e fisici generati dal maltempo, se non affrontati con misure tempestive ed efficaci, rischiano altrimenti di dare il colpo di grazia al settore della balneazione attrezzata, già fortemente penalizzato dalla marcata stagionalità e ora messo in ginocchio dalla distruzione di numerosi impianti già montati.

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