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“Questa incomprensibile situazione di stallo rischia di generare il blocco degli investimenti”. Il primo atto del neo Presidente del Sindacato balneari di Confcommercio Lecce, Alfredo Prete, è quello di prendere carta e penna e inviare una lettera formale a tutti i sindaci e i dirigenti del Settore Demanio dei comuni costieri della Provincia.

Quasi nessuno ha dato seguito a quanto previsto dal legislatore solo pochi mesi fa – la denuncia di Prete -, nonostante sia stato sin da subito chiaro a tutti l’intento del Parlamento di tutelare una categoria produttiva, quale quella dei balneari, che – in questo momento di grande crisi dei diversi livelli imprenditoriali – risulta trainante nel settore turistico in particolare, in quello economico –finanziario più in generale. E risulta tale anche grazie alle eccellenze del nostro territorio costiero e al grado di impegno e sensibilità che in tutti questi anni il settore del mondo balneare ha avuto nei confronti della costa e nell’offerta di servizi ai turisti.

“Ci risulta – scrive il presidente del Sib – che alcune Amministrazioni (la gran parte, a dirla proprio tutta) non abbiano ancora provveduto ad evadere le istanze presentate dai concessionari, i quali pure avevano sottolineato nella documentazione l’urgenza di ottenere la proroga prevista al fine di pianificare gli investimenti e ricorrere al credito bancario”.

Come è ormai noto, il legislatore statale nella Legge di Bilancio 2018 ha voluto dare ai titolari degli stabilimenti balneari esistenti sul territorio italiano la possibilità di prorogare per ulteriori quindici anni l’eventuale appuntamento con i bandi per la gestione del demanio previsti dalla famigerata Direttiva europea Bolkestein. È altrettanto noto, peraltro, l’intento dell’attuale Governo di fornire all’Unione Europea elementi giuridici inattaccabili per consentire a questa categoria di evitare del tutto i bandi europei. Tanto, non solo per riconoscere alle piccole imprese familiari che gestiscono la gran parte degli stabilimenti balneari presenti sul territorio italiano il determinante contributo al prestigio del turismo dello Stivale, ma anche per evitare una sorta di assalto commerciale dei nostri confini da parte di multinazionali che ne omologherebbero l’offerta.

Del resto, puntualizza Alfredo Prete – anche per sottolineare l’incomprensibilità dell’atteggiamento delle Amministrazioni comunali – “a seguito dell’entrata in vigore dell’emendamento inserito nella Legge di Bilancio, sono intervenute le indicazioni operative della Regione Puglia la quale ha pure chiarito che trattandosi di mera estensione temporale non occorre il rilascio di un nuovo titolo concessorio, prospettando così due alternative: un addendum contenente la nuova scadenza e il ricalcolo del corrispettivo dovuto all’Erario oppure la mera annotazione della proroga sul titolo concessorio originario”.

Alfredo Prete auspica un dialogo costruttivo con le Amministrazioni comunali, dialogo che però non prescinda dagli interessi di una categoria che combatte quotidianamente con altre mille difficoltà.

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