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Quali sono i comuni balneari con le acque più belle e pulite d’Italia? Come ogni anno, è la Foundation for Environmental Education (FEE) a decretarlo con l’assegnazione della Bandiera Blu, che giunge quest’anno alla sua 33^ edizione.

Sono 385 le spiagge italiane (laghi compresi) che quest’anno hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento, vale a dire il 10% del totale nel mondo, con quattro escluse e ben dodici new entry: a sparire dalla classifica sono state le marchigiane Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, insieme alle due pugliesi Rodi Garganico e Melendugno, mentre tra quelle ammesse per la prima volta troviamo Pisticci in Basilicata, le calabresi Villapiana e San Nicola Arcella, Anzio in Lazio, Gabicce nelle Marche, Maruggio in Puglia, la siciliana Pozzallo e Imperia e Sanremo in Liguria.

È proprio la Liguria ad accaparrarsi con le sue 30 località d’eccezione l’ambito titolo di regina delle Bandiere Blu ed il primo posto in una ipotetica classifica regionale, seguita al secondo e terzo posto da Toscana e Campania. Quarto posto per le Marche con 15 località e quinto per la Sardegna. Brutte notizie per la nostra Puglia, che scende a 13 bandiere. La classifica prosegue con la Calabria, che sale a 11 località grazie alle due new entry, così come l’Abruzzo che migliora la sua posizione grazie all’ingresso di Villalago, sul lago di Scanno. Seguono il Lazio con 9, il Veneto con 8. Pari merito per Emilia-Romagna e Sicilia con 7 località ciascuna. Fanalini di coda la Basilicata, il Friuli Venezia Giulia ed il Molise, rispettivamente con 5, 2 e 1 bandiera.

I criteri di assegnazione della Bandiera Blu sono ben noti: qualità delle acque in primis, valutata in base ai risultati di analisi compiute dalle Arpa (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente) nel corso degli ultimi quattro anni, ma non solo. Sono ben 32 gli indicatori, periodicamente aggiornati, in base ai quali viene giudicata di anno in anno l’idoneità delle spiagge: esistenza e funzionalità degli impianti di depurazione, percentuale di allacci fognari, gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata, valorizzazione delle aree naturalistiche, cura dell’arredo urbano, delle piste ciclabili e delle zone pedonali e accessibilità, per elencarne solo qualcuno. L’obiettivo è evidente: al di là del vessillo, ciò che interessa di più è spingere le amministrazioni locali ad impegnarsi in una gestione del territorio oculata e volta alla sua valorizzazione, e stando al risultato ottenuto quest’anno, possiamo dire che le spiagge italiane si siano dimostrate all’altezza delle aspettative.

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