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È veneta la prima spiaggia smoke free d’Italia: a otto anni dalla nascita del progetto “Respira il mare” con il quale si vietava il fumo solo in alcuni tratti di spiaggia, l’amministrazione comunale di Bibione ha recentemente deciso di bandire completamente questa pessima abitudine lungo tutto il suo litorale, costituito da ben otto chilometri di spiaggia. Le modalità sono ancora da definire con un provvedimento che verrà varato entro il mese di maggio, e che per la gioia dei non fumatori sarà valido già dalla prossima estate.

Sono stati gli stessi turisti, durante la sperimentazione, ad esprimere un giudizio positivo in merito all’iniziativa: dei 2.293 intervistati, ben 1.729 si sono detti favorevoli al divieto. Un risultato che ha convinto l’amministrazione a varare il divieto totale, motivato da almeno due ragioni a favore: non sarà infatti solo la salute dei frequentatori di queste spiagge a trarne vantaggio, ma anche l’ambiente. Benché se ne parli ancora troppo poco, i mozziconi di sigaretta costituiscono uno dei più influenti agenti contaminatori di mari e oceani, al pari della ben più criticata plastica. Considerato che Bibione si qualifica come una delle destinazioni balneari più frequentate della penisola, è facile immaginare quale sia l’impatto di questi. Ancora una volta dunque, si guarda non solo al rispetto reciproco, ma anche all’ecologia: lo conferma con le sue parole il sindaco Codognotto, il quale afferma di voler offrire ai frequentatori l’opportunità di respirare l’aria pulita del mare senza dover tollerare sostanze inquinanti pericolose per la salute, promuovendo una cultura basata sulla tutela della salute e dell’ambiente.

Niente paura per gli irriducibili: il progetto include l’allestimento di aree attrezzate e delimitate nelle quali sarà possibile per i fumatori incalliti dare sfogo alle proprie abitudini, realizzate senza dimenticare l’aspetto ecologico della faccenda: si utilizzerà infatti solo legno proveniente da “Filiera Solidale”, un’iniziativa nata in seguito agli episodi di maltempo che si sono verificati alle fine dello scorso ottobre devastando vaste aree boschive del nord-est italiano.

Una proposta senz’altro meritevole dunque, che si inserisce in un panorama sempre più fitto di idee volte alla tutela delle nostre coste che sempre più sono messe a dura prova non solo dai fenomeni naturali, ma anche dai comportamenti scorretti di avventori non sempre rispettosi.

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