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Non solo buone notizie per gli imprenditori del settore balneare. A frenare, almeno parzialmente, gli entusiasmi suscitati dalle recenti modifiche alla normativa concernenti la proroga delle concessioni demaniali, di cui abbiamo abbondantemente parlato, arriva un provvedimento che sarà sicuramente meno gradito al settore dei gestori di attività balneari. 

Per iniziativa del Ministero delle Infrastrutture, aumenta infatti  del +3% il costo dei canoni di affitto demaniale delle nostre spiagge, ovvero la somma che i proprietari delle strutture balneari devono con cadenza annuale allo Stato: si passa dunque, già a partire da Gennaio 2019, da 354,01 euro a 364,63 euro annui.

Nessun fulmine a ciel sereno: la circolare ministeriale contenente la variazione dei canoni demaniali marittimi è una prassi ormai trentennale, che arriva come consuetudine al termine di ogni anno ed è determinata esclusivamente alla variazione degli indici Istat.

Nessuna sorpresa dunque, ma solo un banale adeguamento all’andamento dei consumi delle famiglie italiane, non privo di precedenti: solo due anni fa i canoni demaniali marittimi erano aumentati dal +1,35%, mentre nel 2016 erano diminuiti, seppure del -0,3% appena. Ad oggi, l’aumento più significativo registrato rimane quello avvenuto nel 1991, che ha comportato un +6,5%, mentre la diminuzione massima risale al 2010 con un -3,4%.

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